Freddo il momento
che si è fermato
nel vento
in un lunedì
come tanti
a rincorrere
un caffé
che della pace
che porta
non rimane che il nome
Le parole. Quando mancano è insopportabile e mi viene voglia di scrivergli per dirgli di tornare.
venerdì 30 aprile 2010
sabato 24 aprile 2010
Un'altra vita
Fuori c'è un'aria strana. Un pò è distanza e un pò è senso di colpa. Ma non posso fare a meno che sia così. Passare il tempo a cadere nelle ovvietà, versarti del vino nel bicchiere mentre ti levi col borotalco le macchie dal pantalone. Le tue mani, sopra le mie, non riuscire a darti il corpo che vorresti. Eppure senza di te non è possibile. Ma un'altra vita sarà, oltre le lune e gli uragani, le tue mani, sopra le mie mani.
sabato 27 marzo 2010
Qualunque cosa la libertà
Qualunque cosa la libertà
qualunque cosa un sogno
una casa sul mare
un treno che sempre t’aspetta per partire
null’altro da dire
e questo silenzio non basterà
nemmeno il buio
nemmeno l’eternità
nemmeno la pancia
su cui dormire
nemmeno uno spazio bianco
da riempire
mi basterebbe che
potessi solo vederli tornare
una bicicletta non serve per partire
ma solo ad allontanare il desiderio che hai di rimanere
fermo
illuso
distante
perduto
tu.
qualunque cosa un sogno
una casa sul mare
un treno che sempre t’aspetta per partire
null’altro da dire
e questo silenzio non basterà
nemmeno il buio
nemmeno l’eternità
nemmeno la pancia
su cui dormire
nemmeno uno spazio bianco
da riempire
mi basterebbe che
potessi solo vederli tornare
una bicicletta non serve per partire
ma solo ad allontanare il desiderio che hai di rimanere
fermo
illuso
distante
perduto
tu.
sabato 13 marzo 2010
Power ranger
A volte mi sento un power ranger nel corpo di una donna. Mi sento piena di super poteri fosforescenti che non servono a nulla. Non riesco nemmeno a togliere le macchie dal bucato. Ascolto musica e mi sono accorta che anche i vinili possono essere random. Basta non accorgersi di ciò che si sta sentendo. Si possono vivere bellissimi istanti di stupore. Basta restare inconsapevoli.
Ho più di una possibilità. Pensare alla mia vita come a un immenso caos in cui ha senso perdersi, oppure pensare alla mia vita come a un immenso caos in cui perdersi era soltanto inevitabile. Per amare non bastano i sentimenti, ci vuole volontà. Tutte queste spalle, la quercia che è in me. Io voglio sentirmi libera di dimenticarti. E arriverà un giorno in cui ti guarderai anche tu e ti chiederai cosa siamo stati davvero. Se solo una parentesi tra le normali direzioni, oppure un'alternativa troppo fragile per le nostre radicate sovrastrutture. Io so che mi avresti amato. Ed è questo a farmi male. Io so che mi avresti amato se...mi avessi amato. Ma tu mi vuoi un gran bene e mi vuoi tenere con te. Ma io ti amo sul serio e non fa più paura questa differenza e nemmeno queste parole. Posso solo viverla e smettere di farne una colpa. Non possiamo scegliere chi amare, è tutto un miracolo frettoloso e sul quale non abbiamo potere. Ma non possiamo certo amare trattenendo le nostre reali intenzioni. Tradendo chi abbiamo di fronte. Trattenere un bacio, un sorriso, una carezza. E tutto questo sperare di cambiare, di trasformare ciò che invece ci ha cambiati è una bestemmia. Io mi vivrò. La casa, ogni cosa, il tuo viso, io non posso, io non ci riesco, tutto mi travolge. Vorrei trovare un modo per viverti ma forse l'occasione ci è scivolata tra le mani, incastrati in ruoli che nemmeno sapevamo di interpretare. Mi piacerebbe ancora provare la sensazione di saperti accanto nello stesso letto, sentirti sotto la doccia, la scia del tuo profumo, accompagnarti a lavoro, ridere per niente. Mi piacerebbe ancora sentire il tuo corpo, la tua possibilità. Avrei voluto raccontarti mille storie inventate ma tutte ugualmente vere. Mi sarebbe piaciuto donarti ancora la mia nuova verità, le nostre distanze, le attese, la musica, la scoperta. Perchè è la perdita la misura dell'amore? Tutto rimbomba, il mio cuore è tramortito in una bara. Io che amo e che amo esplodere. Dove sono finita? Mi piacerebbe tornare da te, abbracciarti e dirti "usciamo a bere". Vorrei però togliermi dalla testa un orizzonte, vorrei saperti amare come tu mi chiedi.
domenica 7 marzo 2010
ho il sapore ancora
ho il gusto ancora
ho il cuore ancora
fuori è quasi l’alba
ed io ho questa pelle
che è rimasta assorta
senza una parola
a fissare un punto inesistente
della carrozzeria
per altre cento ore
chissà quale altra bugia
ti racconterai
pur di non ammettere che
è stato bello
al punto da non
esserti accorto
che pensando a me
sorridi
sempre
anche
ora
ho il gusto ancora
ho il cuore ancora
fuori è quasi l’alba
ed io ho questa pelle
che è rimasta assorta
senza una parola
a fissare un punto inesistente
della carrozzeria
per altre cento ore
chissà quale altra bugia
ti racconterai
pur di non ammettere che
è stato bello
al punto da non
esserti accorto
che pensando a me
sorridi
sempre
anche
ora
venerdì 5 marzo 2010
Le parole sono evase.
Inevitabili, incontenibili quasi. Le parole escono da sole, quasi a voler disseppellire la bara in cui le avevo relegate. Stare buone, ferme, chete. Questo gli avevo chiesto e invece loro no. Hanno fatto di testa loro, come sempre. Hanno preso, risalito la faringe, superato la glottide, accarezzato la lingua e VIA. Sono evase. Le parole sono evase, insieme ai sentimenti, alle emozioni, ai segreti, ai sicuramente domani qualcosa cambierà. Eppure ci speravo nella loro fedeltà. Ecco, ora mi toccherà ammazzare un altro discorso... quante altre bugie per far morire la verità.
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